Calciostruzzo

Comunque vadano a finire questi Mondiali

Posted in mondo by calciostruzzo on 8 luglio 2010

Spagna e Olanda si disputeranno la Coppa del Mondo in una Finale inedita. Già questa è una notizia. Se si bada anche alla forza delle squadre, però, non mi stupisce che ci sia la Spagna, che negli ultimi anni ha capitalizzato al meglio il blocco del Barcellona; semmai storco un po’ il naso per l’Olanda, capace di collezionare sei vittorie su sei con poco più di una prima linea scatenata e di accendere quindi abbastanza inspiegabilmente le fantasie di gran parte degli opinionisti. E via a parlare di chi vincerà il Pallone d’Oro. A proposito, credo che se vince l’Olanda ce l’abbia già in tasca Sneijder, a meno che Robben non risulti decisivo domenica sera. Se invece a trionafare sarà la Spagna, a Villa coi suoi gol preferirei il madridista Casillas, cui il premio sfuggì due anni fa dopo il successo continentale, in Sud Africa è stato spesso determinante e nel corso dell’ultima stagione ha battutto il record del maggior numero di partite in Nazionale senza subire gol che spettava a Zubizarreta; in alternativa Puyol, anche in ragione dell’epoca dorata del suo Club e, dovesse aggiudicarselo, sulle orme del Cannavaro del 2006 a testimoniare l’importanza sempre crescente che si riconosce alle difese.

Se l’andamento di molti campionati nazionali e delle Coppe mi ha convinto che chi vince non merita necessariamente più attenzione ed elogi di chi ha fatto meglio pur non avendo trionfato, dopo questi Mondiali allargo il mio approccio anche al più importante torneo che esista. Un po’ questo pallone che a detta di alcuni è normale ma evidentemente non lo è, un po’ l’altitudine di molte città ove si è giocato, che con lo Jabulani ha dato vita a una miscela letale per cui non si sono viste specialità assolute e per nulla di contorno come punizioni ben tirate ma, semmai, un numero spropositato e per questo sospetto di papere dei portieri, un po’ di più a causa di errori arbitrali che hanno stravolto questi campionati al di là della forza o meno di chi ha pagato per essi, ecco, per queste ragioni che sono tutto meno che dettagli per me chi vincerà non ha importanza.

Vorrei però che vincesse la Spagna. Non c’entrano le simpatie. C’entra però il fatto che le Furie Rosse sono al loro massimo storico mentre invece l’Olanda ha solo tre o quattro campioni davanti ma è lontana anni luce da quella forse inimitabile e per questo eterna degli anni Settanta e ben distanziata anche da quella completa di fine Ottanta, non a caso creature di un genio rivoluzionario come Rinus Michels. E com’è giusto che il Brasile di Dunga, spento proprio perché affidato a trapiantati nella ricca ma noiosa Europa calcistica, sia tornato a casa in anticipo sebbene dopo aver surclassato proprio l’Olanda per un tempo intero, dico che è la Spagna azulgrana nei numeri, nelle idee e nelle movenze che dovrebbe mettere il sigillo su questa Coppa. Che è come dire sull’ultimo quadriennio. Ma poco m’importa chi vincerà, perché so bene che lo si può fare anche per una (ennesima?) botta di fortuna e per questo le mie considerazioni vanno oltre l’esito dell’atto conclusivo.

Lasciando dunque da parte la Finale, di questi campionati non mi è piaciuta la soluzione cosmopolita della pur forte (ma non fortissima) Germania, soprattutto perché la versione italiana di questo approccio potrebbe essere grottesca, passando nemmeno per giovani di ogni provenienza purché siano forti bensì per campioni affermati dal doppio e magari anche recente passaporto… Spero di essere smentito. E mi auguro che dopo vent’anni di mancato travaso di giovani nel calcio che conta si faccia il necessario per dare a Prandelli, da qui a qualche tempo, qualcosa di nuovo (ma italiano) su cui lavorare. Certa mobilità lasciamola alla vita di tutti i giorni, dove può far bene: allo sport, invece, garantiamo l’identità.

Passando ai protagonisti, credo che nel caso di Maradona si debba distinguere fra la capacità di fare gruppo e quella di allenare. Sono convinto che se Mourinho non avesse passato in Italia gli ultimi due anni scarsi, il potere motivazionale del c.t. dell’Argentina non sarebbe stato riconosciuto come una qualità ma semmai come un simpatico risvolto del carattere, come nel caso di Cuper e Zeman che, perdenti quanto Maradona, non godono poi di troppa considerazione. Peccato che l’Albiceleste sia andata in mano a Diego, perché forte com’è avrebbe potuto rappresentare il meglio del calcio odierno tanto quanto la Spagna.

Capitolo arbitri. O dovremmo dire FIFA? Ma se le Nazionali che si disputano la Coppa sono le migliori, perché non devono esserlo anche gli arbitri? Forse un volontario segnale di democratica apertura nella terra che fu straziata dall’apartheid? Ma va, il fatto è che certe Federazioni di Paesi in cui a stento si gioca a calcio danno ugualmente voti ed è risaputo che Blatter badi più a se stesso che a ciò che deve tutelare, profumatamente pagato. Quindi spazio agli arbitri di quei Paesi… Dopo lo scempio di chili di cartellini mostrati da direttori di gara esotici, di fuorigioco segnalati o meno ma comunque a vanvera, della tecnologia rifiutata in sede decisionale ma elargita a piene mani (o meglio pixel) sui megaschermi degli stadi, ci mancavano solo arbitri volatizzatisi dai ritiri senza lasciar traccia. Con tanto parlare che si fa di UFO, le loro abduction non hanno sconvolto nessuno. Ma ci sono state. E ognuna di esse è dipesa da uno o più errori fatali ma anche già archiviati senza possibilità di rimediarvi, mentre il Mondiale andava avanti, e avanti andavano le presunte Nazionali migliori graziate da questo o quel fischietto poi epurato.

Ora però vorrei parlare del gioco, perché da esso tutto parte e a esso tutto dovrebbe essere ricondotto. Durante i Gironi si era detto che l’Europa ha perso terreno nei confronti di un Sud America capace di lanciare anche Nazionali di seconda fascia. Poi, complici alcuni scontri diretti che hanno fatalmente ridotto queste ultime, almeno di qua dall’Atlantico in molti hanno tirato un sospiro di sollievo perché alle Semifinali sono arrivate tre europee e la Finale sarà tra Spagna e Olanda. Io credo invece che un rigore sbagliato, un tiro finito di poco fuori o un gol decisivo preso in furigioco possano solo impedire di passare il turno ma non certo cancellare quanto mostrato. Il Centro-Sud America ha dato il meglio di questi Campionati, eccezion fatta e com’è giusto che sia per il Brasile-non-Brasile all’europea (non a caso) e il modesto Honduras. L’Europa, da par suo, non ha saputo trovare le contromisure ad alcune squadre molto, troppo fisiche e per questo in grado solo di non subire ma poi sterili al momento di produrre, e spero fortemente che questo modo di non giocare a calcio ma di andare avanti in una competizione calcistica muoia con la stessa velocità con cui ha attecchito. Perché c’è differenza tra fare fior di ripartenze come nel caso di Uruguay, Paraguay, Corea del Sud e Giappone e limitarsi a non prenderle come la Nuova Zelanda. Anche se, certo, è peggio non saper come venire a capo della difesa degli All Whites, soprattutto se si è Campioni del Mondo…

Per finire, l’Europa non può nemmeno illudersi di essere rappresentata dalle due finaliste. Nel caso dell’Olanda, farebbe proprio meglio a non volerlo, dato che di invidiabile negli arancioni ci sono solo l’attacco e la buona sorte. Nel caso della Spagna, invece, sarebbe sfrontato volercisi rispecchiare, perché praticamente nessuno nel Vecchio Continente (Spagna inclusa) ha il coraggio di credere nei vivai, e se non esistesse quello del Barcellona non staremmo qui a parlare di una grande Nazionale.

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