Calciostruzzo

Niente di Mou-ovo

Posted in Italia by calciostruzzo on 25 agosto 2010

Il campionato non è ancora ripreso e già ci risiamo. Sembra proprio che né alcuni protagonisti né tanto meno molti giornalisti, figuriamoci, riescano a fare a meno del peggio del calcio. Moratti l’ha sparata e alla Juve gli sono subito andati dietro. Nel frattempo, persino dalla Spagna, Mourinho riesce a farsi sentire.

Capitolo Moratti-Juve. Volutamente allusivo e criptico al tempo stesso, come suo solito, il Presidente interista ha dimostrato ancora una volta di non reggere la pressione di certe analisi nemmeno troppo impietose proposte dall’intervistatore di turno e ha pensato bene di tornare a sparare a zero su quel che non fa parte del suo intonso mondo. La mira, però, l’ha presa. Inutile infatti sostenere che accennando a chi ha comprato partite non ce l’avesse con la Juve, a meno che non si creda che volesse tirare in ballo il Genoa di Preziosi con la sua valigetta o la Fiorentina rea confessa. E’ un’ipotesi davvero irreale perché queste due squadre non hanno mai vinto né impensierito l’Inter ma soprattutto ancora deve nascere il dirigente che ha a cuore le sorti del movimento calcistico italiano preso nel suo complesso. Alla base, però, c’è un enorme malinteso che è a tutto favore dell’Inter e chiaramente di Moratti. Tutto questo parlare che si fa dal Mondiale in poi circa le colpe dell’Inter multietnica, come l’ha chiamata il suo Presidente, se il calcio italiano fa pietà, è quanto di più stupido si possa affermare. Cosa c’entra se la squadra attualmente più forte d’Italia schiera solo stranieri? Forse che non possa, con le norme che regolano il calcio mondiale dalla sentenza Bosman in poi? O che questo impedisca o abbia impedito agli altri Club di far giocare italiani? Di tutelare la Nazionale, se davvero da qualche parte ci tengono più che all’Inter? Corretto sarebbe dire che se la squadra più forte che abbiamo è fatta di stranieri (lasciamo perdere i nuovi italiani di prandelliana definizione) è segno che il calcio italiano, tutto, fa acqua. E’ una questione logica, mentre quel che si è spesso detto finora è quanto di più illogico si possa sostentere.

Tornado a bomba sull’uscita di Moratti, sarebbe bastato che replicasse a chi lo stava intervistando che si dovrebbe fare il giro d’Italia a chiedere a presidenti e dirigenti vari perché abbiano comprato anche loro tanti stranieri, dato che ce ne sono a fiumi, con l’aggravante che non sono nemmeno tanto forti. Se polemico voleva essere, ce l’avrebbe fatta lo stesso. E non mi facciano ridere col distinguo fra comunitari, extracomunitari e naturalizzabili… Sarebbe risultato altezzoso, è vero, ma almeno avrebbe fatto la figura del dirigente in gamba, lui. E invece no. Il buon Moratti c’è cascato un’altra volta. Come non credere, poi, che non soffra davvero di un senso d’inferiorità anche adesso che siede sul tetto d’Europa? E che la storia della Juve non lo ossessioni? Venendo proprio ai binaconeri, chiaramente ci si poteva aspettare un’altra reazione da Elkann prima e Agnelli poi. Il massimo sarebbe stato il silenzio. Anche se alla fine, visti i tipi, non stupisce che abbiano dato l’ennesima dimostrazione di non essere all’altezza del proprio ruolo e così abbiano abboccato. Non mi dilungo di più su di loro: benché non mi piaccia chi solleva polveroni, a loro non riconosco nemmeno questa capacità. Di caratteristica ne hanno una sola: rendono ogni giorno più chiaro che la Juve è morta e sepolta. Che la si tifi o meno, è pur sempre un pezzo di calcio italiano che se n’è andato.

Intanto, da Madrid continuano ad arrivare stoccate di Mourinho a Benitez, che sembra abbia la colpa di aver ereditato una squadra fortissima. Ora, a me sembra che anche Mourinho dovrebbe ringraziare qualcuno. Nello specifico Branca, per aver rimediato al mercato che lui aveva in testa e ha pure provato ad imporre, ma anche per aver concesso a Moratti un unico vizio fra i tanti di sempre, cioè quello di spendere fortune per provare ad allestire uno squadrone, almeno finché è stato possibile. Mi riferisco, dato che ce l’hanno fatta, alla corazzata con cui Mourinho ha vinto tutto: ben altra cosa rispetto alla buona squadra con cui l’anno prima aveva anche perso. A modo suo, insomma, anche il portoghese ha avuto il suo bel paradiso, quello che adesso rinfaccia al nuovo allenatore dell’Inter. Anzi, ne ha avuti parecchi, altrimenti dopo il Porto non sarebbe andato al Chelsea ma magari al West Ham se davvero è la Premier League che gli piace. E adesso non avrebbe scelto il Real, di cui aveva voglia al punto che per dimostrarsi suo non ha saputo nemmeno attendere che terminassero i festeggiamenti di una particolare serata di fine maggio al Bernabeu. Forse che avesse voglia di allenare Cristiano Ronaldo, Casillas, Higuain, Benzema, Xabi Alonso e Kakà con la prospettiva di affiancargli gente come Di Maria, Oezil, il suo amato Carvalho e chissà chi altri? Dopo i privilegi del passato, gli facesse tanto ribrezzo il paradiso avrebbe potuto andare al Liverpool che, come testualmente ha detto, renderà dura la vita a Hodgson dato che negli ultimi anni è andato sempre peggio. Questo suo sogno di cui aveva a lungo e chiaramente parlato, però, è svanito contemporaneamente alla pressione fatta dalle banche sul Club di Anfield. Neppure il blasone ha potuto. Chissà perché, diavolo di un José…

Tutto ciò premesso, come si suol dire, la conclusione è una sola. Ci aspetta un altro anno di squallore. Mi riferisco a noi, gente ragionevole. Perché così è deciso. Di fronte alla pacatezza di un altro vincente come Benitez, che può aver conquistato la stampa ma di certo non la soddisfa, sembra che non si riesca a fare a meno di polemiche innescate anche di là dai Pirenei. Men che meno, ci sarà modo di liberarsi dei batti e ribatti sterili ma velenosi fra i protagonisti di qui dalle Alpi. C’è tanta gente inetta, al limite dell’irresponsabile, che riuscirebbe a discutere anche su un’isola deserta ma che, soprattutto, chi decide di cosa riempire giornali e notiziari non vuole mollare.

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